Flora e Fauna
La zona dei cinque laghi è caratterizzata dalla stretta contiguità di ambienti secchi ed umidi che si alternano su di un territorio di estensione limitata. Ciò è il prodotto della movimentata morfologia locale in cui si intervallano aridi dossi rocciosi levigati dai ghiacci, digradanti pendii boscosi, laghi e torbiere.
L’ambiente boschivo
Sono presenti in zona tre tipi di bosco: il bosco planiziale ed il bosco igrofilo, che ricoprivano originariamente la Pianura Padana, ed infine il bosco di castagno.
Il bosco planiziale
Alla fine degli eventi glaciali, quando i ghiacci si ritirarono definitivamente dall’Anfiteatro Morenico, nella pianura si sviluppò un bosco di latifoglie, dominato dalla farnia e dal carpino bianco. L’introduzione del castagno ed i tagli effettuati per utilizzare il legname e per poter sfruttare il suolo per scopi agricoli, fecero scomparire quasi completamente la foresta in cui vivevano anche grandi mammiferi.
Principali specie arboree tipiche del bosco planiziale sono: la farnia (Quercus robur), il carpino bianco (Carpinus betulus), il frassino (Fraxinus excelsior), il ciliegio (Prunus avium). Tra gli arbusti troviamo: il nocciolo (Corylus avellana), l’acero campestre (Acer campestre), la fusaggine (Euonymus europaeus) ed infine il pungitopo (Ruscus aculeatus).
Scomparsi i grandi animali che un tempo popolavano la zona, all’interno delle zone boschive sopravvivono alcune specie di mammiferi quali la volpe, il tasso, la faina, la donnola, il silvilago, lo scoiattolo rosso, il capriolo, il riccio ed il cinghiale.
Gli uccelli più comuni sono la ghiandaia, l’allocco, la cinciallegra, il codirosso, il cuculo, il gufo comune, il picchio muratore, il picchio verde ed il picchio rosso maggiore.
Il bosco igrofilo
Il bosco igrofilo s’incontra esplorando zone ricche d’acqua, ma la sua presenza sul territorio si è fortemente ridotta attraverso i secoli, a causa di bonifiche e regimazioni delle acque a scopi irrigui, nonché per il suo scarso valore economico. Nelle immediate vicinanze dell’acqua s’incontrano i salici ripariali, capaci di resistere con le loro radici alla forza della corrente ed all’alternanza di periodi di sommersione e siccità, dovuta alle variazioni di livello delle acque. Dove la corrente è debole, i salici lasciano il posto agli ontani neri (Alnus glutinosa) che formano fitti boschi su suolo umido e torboso.
Tra le specie erbacee presenti nel sottobosco meritano un cenno la carice spondicola (Carex elata), il giaggiolo acquatico (Iris pseudacorus), la calta palustre (Caltha palustris) e l’aglio orsino (Allium ursinum). Tra gli arbusti sono presenti la fusaggine (Euonymus europaeus), la frangola (Frangula alnus) ed il sambuco (Sambucus nigra).
Il bosco umido ospita anche una ricca fauna. Tra gli anfibi sono frequenti le rane verdi, la raganella, la salamandra pezzata e trova rifugio anche un piccolo rospo, il pelobate fosco (Pelobates fuscus insubricus), uno dei due soli anfibi europei a comparire nella lista rossa delle specie minacciate d’estinzione.
I rettili sono rappresentati soprattutto da un serpente amante dell’acqua, la biscia dal collare. Durante le escursioni si possono osservare numerose specie d’uccelli. Aironi, nitticore e garzette nidificano sulle cime degli alberi mentre la gallinella d’acqua si nasconde laddove la vegetazione è più folta ed intricata. Frequente, nelle zone ripariali, l’incontro con usignolo e codibugnolo. Più fortuna e pazienza sono necessarie per osservare lo sfrecciante martin pescatore.
Il bosco di castagno
La zona dei cinque laghi ospita molti castagneti, testimonianza della passata vocazione agricola dell’area, ora in stato di semi abbandono ma un tempo sfruttati per il legname e per le castagne.
Il castagno (Castanea sativa), essenza che può vivere fino a 400 anni, scomparve dal Nord Italia durante le glaciazioni, per ricomparire in epoca romana, probabilmente reintrodotto dall’uomo che lo ha coltivato e diffuso in quasi tutta l’Europa, selezionando numerose varietà di frutti e innestando gli alberi destinati alla produzione.
I castagneti utilizzati per la produzione di legname sono governati a ceduo con taglio raso, per sfruttarne la capacità pollonifera. Il legno semiduro e di lunga durata è usato per fabbricare travi e tavolame, mobili, doghe per botti, pali per le viti ed anche per la produzione di cellulosa per carta. Il legname e la corteccia di castagno sono ricchi di tannino che era impiegato nella concia delle pelli prima dell’introduzione dei concianti sintetici. I grossi rami, spesso cavi anche nelle piante sane, forniscono un riparo ideale per l’allocco, il picchio muratore, le cince, i ghiri ed i pipistrelli.
L’ambiente lacustre
Le zone lacustri, che comprendono il lago e le sue sponde, sono popolate da una grande quantità di uccelli poiché la vegetazione offre un sicuro rifugio alle coppie che nidificano e le acque aperte sono un tranquillo luogo di sosta e di alimentazione.
I cinque laghi sono abitati dall’airone cenerino, dalla folaga e dalla gallinella d’acqua, dallo svasso maggiore, dal germano reale, dal mestolone, dalla moretta, dal martin pescatore e dal cormorano, quest’ultimo presente solo durante il periodo invernale.
I pesci che vivono in queste acque sono il boccalone, la carpa, il pesce gatto e la trota fario.
La flora lacustre comprende specie che vivono nell’acqua come la ninfea bianca (Nymphaea alba) ed il millefoglio d’acqua (Myriophyllum spicatum) e specie che vivono nella fascia d’interramento del lago, dove cioè il livello dell’acqua varia secondo le precipitazioni. Esse sono la carice spondicola (Carex elata), la canna di palude (Phragmites australis), la mazzasorda (Typha latifolia), la salcerella (Lythrum salicaria), la mazza d’oro (Lysimachia vulgaris) ed il ranuncolo delle canne (Ranunculus lingua), rara specie di ranuncolo a grandi fiori gialli solitari.
L’ambiente arido
I rilievi collinari che circondano i laghi sono in parte costituiti da roccia nuda, esarata dai ghiacci, ed in parte ricoperta da un modesto strato di terreno.
I versanti esposti a sud, con discrete pendenze e riparati dal vento, fanno in modo che l’acqua scivoli via o evapori rapidamente, cosicché le piante che si adattano a vivere su questo substrato arido sono specie rustiche e pioniere. Tra le specie arboree troviamo il bagolaro, o spaccasassi (Celtis australis) e la roverella (Quercus pubescens); tra gli arbusti sono presenti il pero corvino (Amelanchier ovalis), il ciliegio canino (Prunus mahaleb), la rosa selvatica (Rosa sp.), il biancospino (Crataegus monogyna), il brugo (Calluna vulgaris), il ginepro (Juniperus communis), la ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius) e, curiosità delle nostre zone, il fico d’India nano (Opunzia humifusa), parente stretto del fico d’India.
Tra le rarità, primo e tuttora unico ritrovamento di questa specie in Piemonte, vi è l’alaterno (Rhamnus alaternus), arbusto sempreverde, tipico componente della macchia mediterranea. Tra le piante erbacee meritano una citazione, per rarità e bellezza, le orchidee.
Tra gli animali che hanno scelto questo ambiente come loro dimora troviamo il biacco, la lucertola, il ramarro e la vipera.
Nella zona dei cinque laghi inoltre, con un po’ di fortuna ed occhio esperto, si possono avvistare il succiacapre, il gheppio e la poiana e due specie di farfalle (Mellicta britomartis e Zerynthia polyxena).